“E non fa niente se avevi paura” disse ad Ash con uno sguardo di sbieco. “Temere le cose che hanno l’odore della morte è segno d’intelligenza”. […] “Ma non devi avere paura di guardarle negli occhi”
Titolo: Ash
Titolo originale: Ash
Genere: Narrativa Straniera, Young Adult
Autore: Bernie McGill
Traduzione: Veronica La Peccerella, Giorgio Rinaldi
Editore: Elliott
Collana: Scatti
Pagine: 225
Prezzo: € 16,50
Trama: In un reame fuori dal tempo, Ash vive sola con il padre in una grande casa vicino al bosco. La sua adorata madre è morta da poco e tutto quello che le rimane di lei sono solo le favole meravigliose con cui l’ha cresciuta.
Ma per Ash esse non sono soltanto favole, sono il luogo dove la sua mamma continua a vivere, circondata da incantesimi e creature fatate. Un giorno però il padre della piccola decide di risposarsi e a breve sia lui che Ash si trasferiscono in città, lasciando così la foresta in cui lei è cresciuta. Quando, poco dopo, l’uomo muore improvvisamente, la ragazzina viene degradata a una servetta dalla matrigna e dalle due figlie di questa. Ash in varie occasioni riesce ad allontanarsi e a tornare nel “suo” bosco, alla tomba della madre: qui fa due incontri che le cambieranno la vita, il misterioso Sidhean, ambiguo e dotato di poteri magici, e Kaisa, una giovane donna a capo delle Cacciatrici del Re. Desiderosa di incontrare di nuovo la bella Cacciatrice reale, Ash stringe un patto con Sidhean: lei apparterrà a lui, ma questi prima userà le sue arti magiche per trasformarla in una principessa in modo tale che Ash possa partecipare al ballo del Principe e incontrare di nuovo Kaisa. Al ballo, il Principe non ha occhi che per Ash, ma lei preferisce ballare con Kaisa. Almeno fino a mezzanotte, quando dovrà essere di ritorno nel bosco perché lì l’aspetta Sidhean per prenderla… Magico e romantico, Ash è un debutto straordinario che racconta in modo incantato e indimenticabile cosa significhi crescere, scoprire se stessi e innamorarsi.
Recensione (?) Ash è uscito ormai qualche anno fa e si inserisce nel filone dei libri per giovani adulti (ya- young adult, intendesi quel gruppo di lettori che va dall’adolescenza fino ai venti-ventidue anni circa) che trattano il tema della crescita e delle scelte personali tramite la riscrittura delle fiabe o di temi fiabeschi o anche di elementi che le sfiorano a piene mani. Spesso tutto ciò è il pretesto per metterci una storia di amore impossibile, che funziona sempre quando si deve vendere qualcosa, ma questo non è il caso di Ash. Si sente chiaramente che questa storia aveva bisogno di essere raccontata ed aspettava soltanto qualcuno capace di farlo. Io il libro l’ho preso alla Feltri quando è uscito, praticamente lo stesso giorno in cui è stato scaffalato, senza saperne nulla ed attirata dalla copertina e dalla casa editrice, la brava Elliott, che soventemente è una buona garanzia di piacevolezza ed originalità. Ash, cenere, è un libro semplicissimo, scritto in maniera chiara, quasi elementare, ma proprio per questo arriva rapido e diritto. Ash racconta la storia di Cenerentola, arricchendola di altri elementi, primi fra tutti la Caccia fatata e la “legatura” ad un maschio fatato, senza stravolgerne la trama e il senso. La cosa strana è che Malinda Lo, l’autrice, è una cino-americana ed eppure mi sembra che la storia possa benissimo essere stata scritta in Sicilia e parli dei nostri balli e delle nostre fate (Elsa Guggino insegna), ma potrebbe essere stata scritta benissimo in Francia, o in Irlanda (da cui viene Aislinn-Aisling, il nome completo di Ash, che guardacaso significa sogno-incanto) e potrebbe parlare, soprattutto, di qualsiasi ragazza, ed è indifferente se ha 5-15-25-55 anni… Ash sembra un libro di spessore indefinito, va bene come storia da divano, per rilassarsi, però poi fa sotto sotto il suo incanto, e si lega a noi, così che anche a distanza di anni non si riesce a prestarlo, a farlo uscire di casa, e lo si ripercorre facilmente, con le emozioni che silenziosamente ci ha provocato.
E’ presente una magia, sottile, ma tangibile che si prende gioco del tempo all’interno della storia, dilatandolo o restringendolo e di noi che leggiamo e lo viviamo all’interno delle pagine. Un singolo gesto, in due righe, ha potere di sembrare lentissimo nella nostra percezione, le immagini arrivano dritte alla retina così come l’odore ed il suono, e tutto ciò con un solo dettaglio.
Il potere di ogni fiaba, mi verrebbe da dire, ma potrei suonare presuntuosa.
E qui Ash rinuncia al principe per concludere una storia d’amore con il capocaccia, una donna, Kaisa. Ma pur avendo una conclusione lesbo (che ha fatto piacere a molte donne, ma io vedo molto poco in senso materiale e molto in senso simbolico) gli uomini ci sono, e sono rilevanti affinché diventi se stessa e in certo senso si ricongiunga a se stessa. E’ diventato uno dei miei libri preferiti, più di alcuni altri osannati della grande letteratura, proprio per questa sua immediata semplicità. Preziosa. Necessaria quando ci sembra che sia tutto complicato, ed invece, sotto, ma davvero sotto, ogni storia femminile è una fiaba. Con la caccia, il ballo, il doppio principe, il cavallo, e la cacciatrice…
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