Una certa corrente di moda proveniente dal Giappone mi sta assorbendo: sto diventando una fashionista.
Però. Però. Devo dire che è pressoché impossibile resistere a qualcosa che mescola tutto quello che tu hai sempre adorato, tutto quello in cui ti sei inspiegabilmente riconosciuta, e lo rende materia. E’ la moda, bellezza. E’ il Dolly kei ed io ci sono dentro. Non fraintendetemi, purtroppo non posso andarci in giro bardata di tutto punto ma ho scoperto il trucchetto di portare addosso almeno un elemento – anche davvero minimo – che lo richiama e subito mi sento meglio ed a mio agio con la mia parte meno personale e più modaiola ma anche e soprattutto, e scusate se vi sembra che stia esagerando, con il mio personale immaginario. Per me avere un pò di sensazione dolly kei addosso e come quando da bambina mi buttavo di sopra un pezzo di stoffa e subito diventava un mantello da eroina o come quando con un certo fermaglio ci si sentiva principesse, e si stava bene, eccome  se si stava bene. Ma adesso andiamo alla parte più divulgativa.

Cosa è il Dolly kei?

Il Dolly kei è un modo di abbigliarsi ed uno stile estetico ispirato in gran parte agli stili di abbigliamento storico ed etnico della vecchia europa ( con la maggior parte degli spunti nel medievo e nell’epoca vittoriana… ma non solo) ed alle fiabe ed alla mitologia, soprattutto quella celtica e del nord europa.
Si compone di vecchi motivi floreali tipo tappezzeria, velluti, corsetti, camicie ricamate ed oggetti vintage e d’antiquariato, pizzi, pellicce e così via. La tavolozza dei colori vira prevalentemente verso i toni scuri (il bianco sta cominciando a fare la sua comparsa di recente) e vuole far eco con la bellezza della foresta della cultura russa (come non pensare a Vasilissa?) o alla presenza della donna-fata.
Lo stile vuole mostrare una bellezza decadente, in un misto fra l’innocenza (evidenziata soprattutto dal make-up da bambola) e il pericoloso, in una strana combinazione che a volte appare davvero inquietante.

Il Dolly Kei ha cominciato a fiorire dal Giappone, dove è nato, e da un singolo negozio, il Grimoire.
Il Grimoire è stato creato da Hitomi, che ha studiato storia del costume all’Università e mentre studiava Hitomi ha sviluppato una vera passione per l’antiquariato e non ha più smesso.
La nostra ragazza è davvero carina e diventa una modella per la rivista di moda Cutie, da allora Hitomi ha iniziato a creare la proprio moda e la sua propria marca Dolly nel 2007. E’ il nostro inizio.
La  moda Dolly Kei inizia a nascere con accessori fatti a mano come orologi, bracciali e collane, così come pezzi di gloriosamente idiosincratiche, come delle cuffie decorate con fiori finti.

Hitomi apre poi un negozio tutto suo, il Grimoire nel 2008. Si tratta di un negozio di abiti vintage e d’epoca e accessori, su una delle più grandi strade di Shibuya. E  grazie al nuovo marchio di Hitomi e alla sua impressionante devozione nella ricerca di pezzi d’antiquariato che questo miracolo della moda giapponese è diventato realtà. Nascono nuove marche e sottomarche e altri punti vendita (Grimoire Almadel), sia figli diretti dell’originale che “concorrenti” (Tarock ed altri).

Grazie alla diffusione tramite web questo stile è diventato internazionale e la maggior parte delle ragazze segue costantemente i due blog “pilota” del Grimoire e del Grimoire Almadel ed aiutate anche dal fatto che sia in Europa che in USA i negozi di usato e vintage abbondano ed anche il mondo della moda delle grandi sfilate segue la cosa (Dolce&Gabbana infilano qualcosa in qualsiasi collezione ormai) ormai molte ragazze provano l’ebbrezza di trasformare loro stesse servendosi di questo stile.
I punti chiave per trasformarsi in Vassilissa o Gretel (o in regina delle fate, se gradite) sono quindi:
1Vagabondate nel proprio guardaroba, in quello della propria madre, in quello delle zie un può avanti con l’età e soprattutto in quello della nonna. Al 100% troverete qualcosa di utile alla causa.Così si può partire senza spendere nulla.
Se i vestiti sono usati ed un pò rovinati dal tempo tanto meglio. Fa parte del look, perché in fondo vi siete perse nella foresta e vi siete rimaste imprigionate per secoli
2– Diventate l’Amica di Nonna Speranza, ben presto amerete infatti tutte le “buone cose di pessimo gusto” (e ripassatevi Guido Gozzano!).
Il punto forte dello stile è infatti un gusto pronunciato per gli oggetti ed i gioielli d’epoca, ma vanno bene anche le epoche più recenti come quelle delle nostre nonne, e per il kitch. Non si butta niente e quello che gli altri buttano lo prendete voi. Abiti, bijoux, orologi, soprammobili, giocattoli… prendete in considerazione tutto quello che si presentano sotto il nome di ciancaglieria.
3– Non esiste uno stilista od una marca precisa, non troverete nulla di pret-a-porter. Dovrete lavorare voi di creatività nello scovare e nel modificare ciò che vi piace. Gli accessori fatti a mano sono un punto forte dello stile.
4– Frequentate i rigattieri, i negozi di usato, i mercatini rionali, i garage altrui e passatevi una volta nella vita lo sfizio di andare ad uno “sbarazzo” perché è una esperienza di cui non vi dimenticherete tanto presto.
5Niente è tempo strambo per non essere trasformato e modificato in qualcosa di indossabile, soprattutto sulla vostra testa. Un grosso benvenuto a tutto il bizzarro.
6– A volte si ha l’impressione che le ragazze dolly kei siano truccate male, a casaccio, un pò come fanno le bambine. Bhe, è tutto studiato, e il make-up è un mezzo abbastanza forte per dare il meglio nel vostro abbigliamento. Pelle uniformata, guance rosse, ciglia lunghe e colori pastello devono dare un aspetto innocente che però potete trasformare usando un rossetto di un rosso intenso perché è proprio la ambiguità fra candore e maleficio ciò che si vuole creare.
7- Se la cosa non vi fa orrore, usate anche spunti animali e/o vagamente macabri. Elementi tassidermici e bambole frantumate sono infatti abbastanza frequenti così come in ogni fiaba che si rispetti. Il pelo finto e l’ironia vanno altrettanto bene.
8– Altro punto forte sono i collant e le calze, spesso decorate in maniera sofisticata, così come viene proposto dalla nuova linea di accessori Verum tights.
9– Riciclate degli scampoli di tappezzeria, che spesso si possono trovare ad un prezzo irrisorio e potete farci di tutto, e non tralasciate le “abbraces”  ovvero i cordoni ed i giummi per tende e divani perché vengono usati come collane e cinture.
10Barattate. Fate del baratto una vostra risorsa, è gratis, è etico, è ecologico.
E se questo mio post non vi è piaciuto o se volete saperne di più ( e meglio quando ne possa mai sapere io) ecco a voi degli una manata di link utili a farvi una idea:
                                                  Lei è Hitomi!
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