L’altro giorno ho fatto ben sperare due tizi di H&M Palermo, c’erano ancora residui della collezione glam di Anna dello Russo (non so chi sia, so solo che era transennata, limitata e protetta – la collezione – da qualcosa come sei gorilloni umani) e fra gioielli di ispirazione bollywood, valigette turchesi con decorazioni da Regina Sole, e occhiali (occhiali?) c’era qualcosa di imperdibile.
Un fascinator dai riflessi verdi-blu, un enorme uccellaccio con una corona di piume.

(la foto fatta da questa signorina orientale non rende lo splendore dei riflessi – in realtà è mooooolto più scuro)

Ho chiesto il prezzo ed ovviamente era al di là delle mie finanze, ma sono rimasta a guardarlo ipnotizzata per almeno dieci minuti, ovvero il tempo di dare ad una amica la possibilità di trovarmi. E’ talmente kitch da sfiorare il meraviglioso. Lo voglio.
Ma non avrei come indossarlo giusto? Giusto. Allora a malincuore queste spese non le devi fare. Però io in testa mi metterei volentieri uccelli, corone di piume, nastri, pizzi, pentole, posate ed altro. E non perché sono particolarmente forte, bizzarra od eccentrica. E’ perché sono una femmina. E’ la mia chiamata.

 

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