Lo Splend’Or al cocco. Se avete dei capelli in testa è impossibile che non vogliate che si sposi con i vostri bulbi – almeno una volta nella vita. Ed anche se ti capelli in testa non ne avete siete sicuramente venuti a contatto con qualcuno che a sua volta ha avuto contatto con LUI, il prodotto più noto della selvaggio web.
Perché le mode passano (e anche i capelli passano), ma lo Splend’Or no. Lui rimane sempre lì, nello scaffalo del supermercato più in come in quello del discount, c’è sempre posto per lo splendore di Splend’Or. Da piccola credevo che fosse un bottiglione sfigato, ma dal nome simpatico. Adesso è l’oggetto del desiderio, e sei sfigato tu che non ce l’hai. Innumerevoli voci cantano il gloria in excelsis splend’or di questo balsamo pressoché privo di difetti. Perché è ecologico, perché è leggerissimo, perché ama i tuoi capelli. E poi non ha il crudele silicone, il nemico del capello, ed ha un profumo chiave-del-paradiso al cocco. Soprattutto puoi usarlo in qualsiasi momento, prima, dopo, durante, e persino sui capelli in “altre locazioni”.
La vera moda è comprarlo nelle botteguccie schifie e polverose dove vanno le signore in divisa d’ordinanza con pinzone e tappina, tornare a casa in gran fretta, annunciare al mondo intero di aver comprato lo Splend’Or e fotografare subito-tosto-immendian-presto (adoro questa parolona e la uso almeno due volte al giorno, per tutti i giorni della mia vita) il malloppo.
Vince chi ne compra di più e lo paga di meno (il prezzo va dai 50 cent ad un euro e qualcosa – io l’ho preso di fascia alta ad 1,30). Ci sono donne che hanno scorte di Splend’Or ovunque e nonostante ciò continuano puntualmente a comprarne appena ne vedono il mistico tappo giallo.
Io, a cui mamma impedisce di comprare “prodotti scadenti” ma nonostante ciò sono caduta a pié pari nella rete, finalmente ce l’ho fatta. L’ho comprato di nascosto alla genitrice ovviamente. E sono proprio soddisfatta.
Ho il mio Splend’Or al cocco e non lo sto tenendo in bagno, oh no, ce l’ho adesso sulla scrivania mentre scrivo. Lui mi guarda e sorride, sento già nascere una dipendenza. I miei capelli fremono per il mistico contatto. Ma dovranno aspettare almeno domenica, perché io i capelli li lavo una volta a settimana e non c’è splend’or che tenga alla mia pigrizia.
Però, a dire il vero, questo Splend’Or un pò me lo aspettavo diverso.
L’odore di cocco è un pò di cocco un pò finto. E l’INCI, la lista degli ingredienti (altro supermegatormentone della rete) è un pò deludente, me l’aspettavo un pò meno inquinante, un pò meno tuffo al cuore per il mio cuoricino di neo-rispettosa dell’ambiente. Però insomma, piace proprio a tutti, e se dici che non ti piace ti vengono i sensi di colpa… Perché se non ti piace non è che sei dalla parte del nemico, quella dei cattivissimi siliconi e dei prodotti da parrucchieri che afferrano il capello e lo soffocano in una film di lucidore e bellezza – ma finta?
Per debolezza ed indecisione, si decide sempre di rimanere dalla parte dei buoni e quindi lunga vita allo Splend’Or, che -per adesso- incarna proprio i buoni e belli.

PS. La malattia mi ha decisamente preso e già medito di andare oltre, in territori sconosciuti e sconfinati. Nelle stesse bottegucce dove abita la famiglia Splend’Or abitano altri due balsami, due residui bellici molto cari a chi ha una data di nascita abbastanza datata e/o poche finanze. Si tratta di due splendidi bottiglioni (!) da un litro (!!), entrambi intorno all’euro (!!!), e rispondono al nome di Idra Derm e di Balsamo per la famiglia Gaia.
Il design è rimasto agli anni ’60, le scritte promettono miracoli.
La tentazione di portare a casa litri e litri di balsamo dall’odore imprecisato è ingente, considerato poi, che si dovrebbero fare anche un tour nel dipartimento dove uhm…dovrei cercare di apparire come una persona affidabile e seria l’adrenalina del rischio è alle stelle. Il rischio è il mio mestiere, babies.
Soprattutto se mi dicono biodegradabile a più del 90% mi hanno presa nel sacco.
Caro Splend’Or, sei splendido, forse ti ho già tradito.

PPS. Nonostante il tono un pò rincoironico di ciò che ho scritto, non fraintendetemi: adoro voi e lo Splend’or. Ed adoro andare in giro con  tappine & pinzone.

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